Il luogo più Instagrammabile: le Vetrine di Firenze

Finestre di vino segrete nel gioiello della Toscana

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Immagina questo: La Firenze del XVI secolo, una città ricca di arte, intrighi e, a quanto pare, un desiderio ardente di un servizio di vino drive-thru. Ecco che entrano in scena le “buchette del vino” o finestre del vino: piccoli portali di ebbrezza per un discreto wine hopping. Queste stranezze architettoniche, non più grandi di una gattaiola, sono state testimoni di secoli di vita fiorentina, dalla peste alla prosperità, e si sono ritrovate nuovamente sotto i riflettori grazie al potere dei social media.

Una breve storia: Quando il vino è arrivato alla finestra

La nostra storia inizia nel 1559, quando Cosimo I de’ Medici, Granduca di Toscana e chiaramente uomo secondo il mio cuore, decise che le famiglie nobili di Firenze dovevano essere autorizzate a vendere il loro vino in eccesso direttamente al pubblico. Fu un colpo di genio che avrebbe reso orgoglioso qualsiasi miliardario che non paga le tasse. Perché preoccuparsi della seccatura di un negozio quando puoi semplicemente fare un buco nel muro e iniziare a versare?

Queste buchette, in genere alte circa 30 centimetri e larghe 20, erano progettate in modo ingegnoso. Erano abbastanza grandi per far passare un fiasco di vino, ma abbastanza piccole da mantenere un certo livello di discrezione. Dopotutto, non c’è niente di più elegante che prendere il tuo Chianti da un buco nel muro.

Le vetrine del vino divennero rapidamente un punto fermo della vita di Firenze. La gente assetata passeggiava per le strade e bussava alle piccole porte di legno. Aspettavano in silenzio. La porta si apriva, appariva una mano e voilà! Il vino viene scambiato con le monete e tutti tornano a casa felici. La quintessenza del take-out rinascimentale per gli alcolici.

Quando la peste colpì: L’ora più bella delle Buchette

Quando la peste nera arrivò nel 1630, le finestre del vino divennero l’equivalente del XVII secolo delle consegne senza contatto. Improvvisamente, ubriacarsi non era solo un passatempo, ma un servizio sanitario pubblico. Sto vivendo un momento di deja vu post-COVID scrivendo questo articolo, immaginando le grida di “state a casa, salvate le vite, bevete vino!” che riecheggiano nelle strette strade di Firenze.

In questo periodo, le buchette dimostrarono il loro valore al di là della semplice convenienza. Divennero un’ancora di salvezza, un modo per continuare a commerciare mantenendo un certo grado di distanza sociale. La peste fu più letale del COVID, ma si applicarono principi simili. I venditori di vino riempivano il fiasco del cliente con vino, aceto o anche olio d’oliva, utilizzando un tubo di metallo per evitare il contatto diretto. Poi disinfettavano le monete con l’aceto prima di accettarle.

La caduta e l’ascesa della Buchette

Come molte altre innovazioni socialmente provocatorie, le finestre per il vino sono passate di moda con l’avvento del conservatorismo. Nel XX secolo, la maggior parte di esse erano state sigillate, reliquie dimenticate di un’epoca passata. Sono diventate delle curiosità, il cui scopo è stato spesso frainteso dai turisti che le hanno scambiate per santuari o cassette della posta.

Ma poi, in uno scherzo del destino che dimostra che la storia ha il senso dell’umorismo, le buchette sono tornate ad essere importanti. Con l’arrivo della pandemia COVID-19 nel 2020, queste vetrine secolari hanno dimostrato ancora una volta il loro valore. Ristoranti, bar e persino gelaterie hanno rispolverato le loro buchette e hanno iniziato a servire di tutto, dal Chianti ai cappuccini.

Dove trovare le finestre per il vino

un posto con una piccola finestra e circondato da fiori
Fonte: Yelp: Yelp
  • Osteria delle Belle Donne: Vicino a Santa Maria Novella, questo locale è noto per le sue lunghe code di turisti desiderosi di sorseggiare la storia.
  • Babae: Questo hotspot del quartiere di Santo Spirito è stato il primo a far rivivere la tradizione delle vetrine di Firenze nel 2019.
  • Fiaschetteria Fantappie: situata nel cuore di Firenze, questa storica enoteca ha riaperto la sua buchetta durante il COVID-19, servendo vino con un tocco di storia.

Il galateo per i visitatori delle vetrine

  • Sistema di code: La pazienza è una virtù. Aspetta il tuo turno in fila, proprio come fanno i fiorentini da secoli.
  • Ordini: La maggior parte delle vetrine ha un menu esposto all’esterno. Basta dichiarare l’ordine quando è il tuo turno.
  • Pagamento: In genere si paga prima. Molti locali accettano pagamenti con carta, quindi puoi toccare e sorseggiare.
  • Bicchieri: Alcuni locali hanno dei vassoi all’esterno per i bicchieri usati. Altrimenti, restituisci il bicchiere all’interno del ristorante o al bar.
  • Sii rispettoso: Ricorda che stai partecipando a un pezzo di storia vivente. Tratta l’esperienza (e il vino) con la riverenza che merita.

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Il beniamino dei social media: Babae si aggiudica la corona

Se ti stai chiedendo quale di questi oblò alcolici sia il beniamino di Instagram di Firenze, non guardare oltre Babae. Questo hotspot del quartiere di Santo Spirito è stato il primo a far rivivere la tradizione delle vetrine nel 2019, dimostrando che a volte il modo migliore per andare avanti è fare un passo indietro (preferibilmente con un bicchiere di Sangiovese in mano).

La buchetta di Babae, con la sua affascinante porta di legno verde e la scritta “Sustanze Alcoliche” dipinta sopra, è diventata una sensazione sui social media.

Non è raro vedere una coda di turisti, con gli smartphone pronti, in attesa di immortalare il momento in cui una mano appare attraverso la piccola finestra, offrendo un bicchiere di vino a Firenze.

L’intelligente strategia di marketing del ristorante, che prevede di servire il vino in bicchieri personalizzati attraverso la finestra ogni sera dalle 19 alle 20, ha dato ottimi risultati. Il loro account Instagram, @babaefirenze, vanta migliaia di follower e ogni post della loro buchetta raccoglie centinaia di like. I video di TikTok che ritraggono la vetrina di Babae sono diventati virali e alcuni hanno raggiunto milioni di visualizzazioni.

@theglobewanderers

One thing you cannot miss in Florence: the famous wine window! Trust us when we say you NEED an Aperol spritz or wine to go to enjoy yourself in the midday heat and crowds in Florence. You can find this wine window at Babae Restaurant! Would you try a wine window? TAG someone you want to sip here with 🥂

♬ Dolce Nonna – Wayne Jones & Amy Hayashi-Jones

Ma Babae non si sta adagiando sugli allori. Ha ampliato la sua offerta di buchette includendo non solo vino, ma anche cocktail e persino piccoli piatti di antipasti tipici toscani. Si tratta di una bella miscela di tradizione e innovazione, servita con un tocco di social media.

L’Associazione delle Vetrine di Buchette: Guardiani dell’uva

Il rinnovato interesse per le vetrine del vino di Firenze non è passato inosservato. Nel 2015, un gruppo di fiorentini lungimiranti ha costituito l’Associazione Culturale Buchette del Vino. La loro missione? Catalogare, conservare e promuovere questi pezzi unici della storia fiorentina. Avevano solo bisogno di una piccola pandemia globale per lanciare il loro piano.

Grazie al loro impegno, sono state individuate oltre 180 vetrine solo a Firenze e altre sparse in tutta la Toscana. Hanno creato una mappa per gli appassionati di vetrine (sì, ora esiste) e conferiscono anche targhe alle buchette meglio conservate.

Il sito web dell’associazione, buchettedelvino.org, è diventato una risorsa fondamentale per gli appassionati di buchette. Presenta un catalogo completo delle vetrine conosciute, corredato da foto e informazioni storiche. La loro presenza sui social media, sebbene non sia così appariscente come quella di Babae, ha svolto un ruolo fondamentale nell’educare il pubblico a queste curiosità architettoniche.

Le grandi escursioni del vino a Firenze

Per chi vuole provare in prima persona le buchette, Firenze offre un vero e proprio tesoro di opzioni. Anche se Babae è la più famosa, ci sono molte altre vetrine degne di nota da esplorare.

Nel cuore di Firenze, la gelateria Vivoli ha riadattato la sua buchetta per servire il gelato, dimostrando che queste vetrine non sono altro che adattabili. Nel frattempo, la Cantina De’ Pucci, situata nel centro storico, ha dato nuova vita alla sua vetrina secolare, offrendo ai passanti una selezione curata di vini toscani. Questa affascinante enoteca fonde perfettamente la tradizione con il moderno apprezzamento del vino, permettendo ai visitatori di sorseggiare annate pregiate attraverso un portale del passato.

una piccola finestra marrone
Fonte: Il Viaggiatore Educato

Per una prospettiva più storica, la vetrina dei vini di Palazzo Antinori è una tappa obbligata. Di proprietà di una delle più antiche famiglie di produttori di vino al mondo, questa buchetta è in uso ininterrottamente dal XVI secolo. È un pezzo di storia vivente, che serve il vino più o meno nello stesso modo in cui lo serviva 400 anni fa.

Il futuro delle buchette: Qual è il futuro di queste piccole taverne?

Mentre il mondo torna lentamente alla normalità, ci si può chiedere quale sarà il futuro di queste vetrine. Torneranno a scomparire nell’oscurità o la loro rinascita nell’era della pandemia ha assicurato il loro posto nella vita moderna di Firenze?

Se la continua popolarità di Babae e gli sforzi dell’Associazione Culturale Buchette del Vino sono un dato di fatto, sembra che le finestre del vino siano qui per restare. Hanno dimostrato di essere molto più di una strana nota storica: sono una testimonianza dell’ingegno, dell’adattabilità e, diciamolo, dell’amore per il buon vino dei fiorentini.

In Vino Veritas: L’eredità duratura delle Buchette

Quindi, cosa possiamo imparare dalla storia delle vetrine di Firenze? Forse che le buone idee non muoiono mai veramente; rimangono semplicemente inattive, in attesa del momento giusto per riemergere. O forse è che gli esseri umani troveranno sempre modi innovativi per comprare e vendere vino, a prescindere dagli ostacoli.

Qualunque sia la lezione, una cosa è chiara: le buchette del vino sono più che semplici buchi nel muro. Infine, ricorda questi cliché fin troppo irresistibili: quando sei a Roma, fai come i romani. Ma quando sei a Firenze, bevi come un nobile del XVI secolo che cerca di evitare la peste.

Saluto! E che il tuo bicchiere (passato attraverso una piccola finestra) sia sempre pieno.

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Kim Lovely

L'australiana Kim Lovely è caporedattrice di La Lovely Vita su base volontaria.

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