Le straordinarie opere contemporanee di Jacopo Cardilli nel centro di Napoli
Questo articolo è stato adattato dall’itinerario originale pubblicato sul blog Consigli di viaggio per visitare Napoli e la Costiera Amalfitana
Durante una delle mie recenti passeggiate nel Rione Sanità di Napoli, mi sono imbattuta in quella che considero una delle esperienze artistiche più forti della mia vita: il Museo Jago. Situato all’interno della storica Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, questo museo è un simbolo di rinascita, dignità e cruda emozione umana, il tutto portato in vita attraverso le straordinarie opere d’arte di Jacopo Cardillo, meglio conosciuto come Jago.
Se sei appassionato di arte contemporanea che tocca l’anima e parla per chi non ha voce, il Museo Jago è una visita obbligata.
L’arte nel cuore del Rione Sanità
Ho sentito parlare per la prima volta del lavoro di Jago grazie al clamore suscitato dall “apertura del museo nel maggio 2023, ma il suo legame con Napoli è iniziato anni prima. La forza trainante di questa rinascita culturale è Don Antonio Loffredo, rettore della chiesa e fondatore della Cooperativa La Paranza, un”organizzazione impegnata nello sviluppo sociale e culturale del Rione Sanità.
Attraverso iniziative come il progetto Luce, La Paranza ha facilitato la riapertura della Chiesa di Sant’Aspreno, un tempo abbandonata, ridando vita alla zona. Ispirato da questa missione, Jago ha scelto questo spazio sacro per ospitare i suoi capolavori, portando la sua visione dell’arte incentrata sull’uomo in una comunità dove risuona più profondamente.
Secondo le parole di Jago, questo progetto “restituisce dignità e funzione all’abbandono, restituendogli la sua essenza”. E questa energia si percepisce fin dal momento in cui si entra.
Vivere le opere da vicino
Passeggiando per il museo, sono rimasta colpita dall’intimità e dalla profondità delle sculture di Jago. Il primo pezzo che ha attirato la mia attenzione è stato “Self”, un mezzo busto con gli occhi scavati che sembrano guardare attraverso di te. Mi ha ricordato che l’arte prende veramente vita grazie al coinvolgimento dello spettatore. Senza di noi, il pubblico, l’opera rimarrebbe incompleta.
Un altro pezzo indimenticabile è “Hand”, scolpito in omaggio alla nonna di Jago, il cui smalto rosso è rimasto una costante nonostante il suo Parkinson. Si tratta di un’opera profondamente personale, resa ancora più potente se si pensa che è stata l’unica a credere nel suo sogno fin dall’inizio.
Poi c’è “Mineral Heart”, un cuore anatomico realizzato in pietra. Ma a Jago non bastava. L’ha ampliato con “Circulatory Apparatus”, un circuito ipnotico di 30 cuori collegati tra loro, che simboleggiano l’eternità e la perfezione.
Il fulcro emotivo per me, però, è stata “La Pietà”. La figura al centro di questa scultura è asessuata e non si concentra sul genere, ma sulla cruda umanità e sulla sofferenza. È un “immagine indimenticabile, sacra e universale al tempo stesso. Puoi scoprire di più su quest” opera sul sito ufficiale di Jago.
Tra le opere in corso c’è il “David”, che attualmente è alto circa 1,60 metri e dovrebbe raggiungere i 4 metri una volta completato. E poi c’è “Venere”, raffigurata non come la dea impeccabile che ci aspettiamo, ma come una donna anziana, ruvida, senza capelli, ma ancora radiosa. È un audace promemoria del fatto che la vera bellezza risiede nell’imperfezione.
Il mito incontra la modernità
Jago non si esime dall’esplorare la mitologia greca. Un pezzo particolarmente suggestivo è “Narciso”, reinterpretato in modo profondamente simbolico. Qui Narciso è abbinato al corpo di una donna, il suo io interiore. La sua mano manca, volutamente, per dimostrare che forse è riuscito a trascendere la sua vanità, andando oltre la semplice riflessione per trovare qualcosa di più profondo dentro di sé.
E poi c “è l” opera “Aiace e Cassandra”, collocata in modo drammatico nella navata centrale della chiesa. Nella mitologia, Cassandra viene violentata da Aiace durante la caduta di Troia. Ma Jago ci offre una nuova prospettiva. Congela la scena nel momento in cui Cassandra lo ferma, offrendoun potente messaggio di speranza e di sfida. Questa è arte con uno scopo, che cerca di riscrivere le narrazioni di violenza in quelle di forza e resilienza.
Pianifica la tua visita
Raggiungere il Museo Jago è incredibilmente facile. Basta prendere la linea 2 della metropolitana di Napoli e scendere a Piazza Cavour, oppure prendere la linea 1 fino alla fermata Museo. Il museo è aperto tutti i giorni e nei weekend è possibile visitarlo sia di mattina che di pomeriggio:
🕙 Orari:
10:00 – 14:00
15:00 – 19:00
Biglietti: Disponibili direttamente all’ingresso del museo.
Indirizzo: Piazzetta Crociferi, 4, 80137 Napoli NA
Google Maps: Clicca qui
Sito web ufficiale di Jago: https://jago.art/it/opere/pieta/
Qualche consiglio finale
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Il Museo di Jago è più di una collezione di marmi e pietre. È un dialogo vivente tra passato e presente, mito e verità, dolore e bellezza. Se visiti Napoli, non perderti questo spazio straordinario. Fidati di me: ti rimarrà impresso per molto tempo dopo la tua partenza.

