Il caso della bella addormentata di Richard Walmsley
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Ne Il caso della bella addormentata, Richard Walmsley invita i lettori in un mondo in cui l’aspra bellezza delle montagne abruzzesi e la tranquilla minaccia della criminalità organizzata si intrecciano sotto la sagoma vigile del Gran Sasso. Al centro di questo avvincente racconto c’è il commissario Beppe Stancato, un uomo cacciato dalla sua nativa Calabria dalle minacce della mafia locale, ora incaricato di guidare una squadra di polizia nella città costiera di Pescara, poco prima che il devastante terremoto colpisse L’Aquila nel 2009.
L’inaspettato ritrovamento di una ragazza di ventidue anni, drogata e priva di sensi, dà il via a un’indagine complessa che si avvita in un intreccio di corruzione, pericoli e rivalse personali. La ragazza, presto soprannominata “La Bella Addormentata” dalla squadra investigativa, riecheggia il nome che la gente del posto dà alla catena montuosa del Gran Sasso, che si dice assomigli alla sagoma di una donna addormentata. Questa immagine inquietante fa da cornice all’atmosfera del romanzo: una terra bellissima e allo stesso tempo oppressa dai suoi segreti.
La sfida di Beppe è duplice: salvare la ragazza e allo stesso tempo ingannare un sismologo disonesto accusato di omicidio colposo e un astuto boss mafioso sospettato di essere coinvolto in appalti edilizi illegali. La sua vita personale, complicata e oscurata dal suo passato, aggiunge ulteriore tensione. La domanda rimane aperta: riuscirà ad essere all’altezza delle aspettative della sua nuova squadra e allo stesso tempo ad affrontare i fantasmi che lo seguono?
Il ritratto che Walmsley fa di Beppe è caratterizzato da una forza tranquilla e da metodi poco ortodossi. Il suo team lo soprannomina affettuosamente “Colombo”, anche se non è chiaro se si tratti di un’allusione al viaggiatore Colombo o al detective americano dalla barba incolta. L’approccio di Beppe può sembrare a volte casuale, ma è sostenuto da una salda integrità e da un’incessante ricerca della verità. La sua leadership incute rispetto, anche se naviga nelle acque torbide del crimine e della lealtà.
Lo sfondo del romanzo – il terremoto dell “Aquila del 2009 e la controversa condanna di sei scienziati per omicidio colposo – aggiunge uno struggente livello di realismo. Walmsley non si sottrae alla pesantezza dell” argomento, ma lo bilancia con momenti di leggerezza e calore umano. Come osserva il capo della polizia con cupo pragmatismo, “Non si può discutere con un ‘organizzazione che rappresenta il 3,5% del PNL italiano’, riferendosi alla violenta e spietata mafia calabrese. Questa cruda verità permea la storia, ricordando ai lettori l” influenza pervasiva della criminalità organizzata.
Nonostante la serietà della trama, l “umorismo attraversa la narrazione, fornendo un gradito sollievo e rivelando la profonda conoscenza dell” autore della vita italiana. Un giovane agente, Remo, che faceva il cameriere prima di entrare in polizia, viene descritto con affettuosa ironia: “Sembrava che sarebbe stato più felice con un cavatappi in mano, piuttosto che con una pistola!”. Questa leggerezza umanizza i personaggi e offre una visione delle stranezze del loro mondo.
Le dinamiche familiari aggiungono un ulteriore livello di fascino e complessità. La madre di Beppe, la signora Stancato, chiama spesso con un misto di preoccupazione e curiosità. L “autore inventa scuse divertenti per l” indisponibilità di Beppe, che la signora sembra accettare senza alcun dubbio:
“Quale caso è così importante da non poter parlare al telefono con tua madre?”.
“È complicato, mamma. Si tratta di un pianista che ha perso un dito nella camera da letto dell’hotel. Dobbiamo trovarlo prima che suoni al concerto di questa sera. Sì, mamma. Naturalmente, sto mangiando regolarmente!”.
Questi scambi rivelano un lato tenero e sensibile del Commissario, radicando la suspense nella vita di tutti i giorni.
Il ritratto che Walmsley fa dell’Abruzzo è ricco e autentico. I lettori che hanno familiarità con la regione riconosceranno punti di riferimento come la sede della polizia di Beppe in Via Pesaro a Pescara e l’agriturismo Il Portico a Sulmona. La descrizione evocativa delle montagne del Gran Sasso – “le stelle scintillanti creano un tenue bagliore per illuminare la sagoma scura de ‘La Bella Addormentata'” – conferisce all’ambientazione un realismo magico che permane anche dopo la fine della storia.
La trama, pur seguendo alcune convenzioni classiche del romanzo poliziesco, è ravvivata dall “abile caratterizzazione dei personaggi e dall” ambientazione suggestiva. La tensione tra bene e male, legge e corruzione, è sempre presente. La squadra di Beppe ha il compito di smascherare i cattivi e consegnarli alla giustizia, ma la linea di demarcazione tra amici e nemici è spesso confusa.
Il viaggio personale di Beppe è avvincente quanto l’indagine. Il suo allontanamento dalla Calabria, sotto la minaccia della mafia, colora ogni sua mossa. Il romanzo cattura questo aspetto con una pacata pregnanza: “Dopo le minacce della mafia nella sua Calabria, Giuseppe (Beppe) Stancato parte con la sua barca per un viaggio. Si imbarca a Pescara per assumere il suo nuovo incarico di Commissario ad interim”. Questo nuovo inizio è pieno di sfide, sia professionali che personali.
Perché consiglio questo libro
Il caso della Bella Addormentata è un “avvincente miscela di suspense, intrigo e umanità. La narrazione di Walmsley bilancia la gravità dei temi trattati con momenti di genuino calore e arguzia, creando una narrazione emotivamente coinvolgente. I fan della serie dell” Ispettore Montalbano di Andrea Camilleri troveranno molto da amare in questo libro: i personaggi riccamente tratteggiati, l “interazione tra umorismo e dramma e il vivido senso del luogo riecheggiano l” amata tradizione della narrativa poliziesca italiana.
Che tu sia attratto dall “intricata trama, dall” ambientazione suggestiva o dai personaggi complessi e credibili, questo romanzo offre un “esperienza di lettura ricca di soddisfazioni. L” inclusione di un glossario e di note culturali arricchisce ulteriormente il viaggio, rendendolo accessibile e piacevole per tutti i lettori.
Per coloro che conoscono bene l “Abruzzo, passeggiare tra le pagine di questo libro è come rivedere un vecchio amico: passare per strade familiari, assaggiare i sapori locali e guardare il profilo dolcemente luminoso de La Bella Addormentata mentre le stelle scintillano sopra di noi. Per tutti gli altri, è un invito a scoprire una parte d” Italia dove bellezza e pericolo, speranza e difficoltà, dormono fianco a fianco.

Questo articolo è stato adattato dalla mia recensione originale pubblicata su Sunflower Publishing.

