Questo articolo è stato adattato da idee originali pubblicate su Visitare Napoli e la Costiera Amalfitana Consigli di viaggio.
Li vedi ovunque a Napoli: rossi, contorti e fortunati. Ma sapevi che questo famoso souvenir ha una storia segreta e scandalosa?
Ecco tutto quello che devi sapere prima di acquistarne uno!
DAL FALLO AL CORNO
Nell’antichità greca e romana (basta guardare le rovine di Pompei!), la protezione contro il “Malocchio” non era un corno. Era un fallo! Rappresentava Priapo, il Dio della fertilità e della forza vitale. Con l’arrivo del cristianesimo, il simbolo fallico divenne un tabù. Ma i napoletani sono intelligenti! Non volevamo perdere la nostra protezione, quindi abbiamo stilizzato la forma in un “corno” (simile a quello di un toro) per mantenere viva la tradizione senza offendere la Chiesa.
PERCHÉ IL ROSSO?
Non è perché assomiglia a un peperoncino! Nell’antichità il rosso era il colore del sangue e della vita. Rappresenta l’energia e il potere di allontanare le vibrazioni negative.
PERCHÉ SIAMO COSÌ SUPERSTIZIOSI?
I napoletani vivono all’ombra del Vesuvio. Quando si vive accanto a un vulcano, si impara a rispettare il destino! Il nostro motto è: “Non è vero, ma ci credo”.
COME ATTIVARLO (Salva questo!)
Un generico corno di plastica non funzionerà. Segui queste rigide regole:
- Rigorosamente un regalo: non puoi comprarlo per te, altrimenti perde il suo potere!
- Fatto a mano: Deve essere fragile (terracotta o vetro). Se si rompe, significa che ti ha portato sfortuna.
- Il rituale: per attivarlo, il donatore deve pungere delicatamente il palmo sinistro aperto del ricevente con la punta del corno. Il ricevente deve immediatamente chiudere il pugno per “intrappolare” la fortuna al suo interno!
- Le parole magiche: Mentre lo fa, il ricevente dovrebbe recitare una frase per suggellare l’accordo. Una frase popolare (spesso attribuita al leggendario Totò) è:
– “Quello che vuoi per me, il doppio lo auguro a te”. (Qualunque cosa tu desideri per me, io ti auguro il doppio) oppure
– Deo et Fortunae me committo (affidati a Dio e alla fortuna).
Il rituale di “emergenza” (se si rompe!)
A Napoli, un corno rotto non porta sfortuna: è un successo! Significa che il fascino ha assorbito così tanta negatività che alla fine si è “sacrificato” per proteggerti.
Il rituale: se la punta si stacca, devi ringraziarla per il suo servizio. Devi lavare i pezzi (per pulire l’energia assorbita) e poi seppellirli in una pianta o gettarli via. Non cercare mai di reincollarla: il suo compito è terminato.
DITECI: Hai un Corno? L’hai comprato da solo (oops!) o ti è stato regalato? Tagga l’amico che deve portartene uno da Napoli!
