La vita letteraria di Katherine Mezzacappa

Katherine Mezzacappa
Source: Facebook

Katherine Mezzacappa sulla storia, l’identità e il potere delle storie

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Non capita tutti i giorni di imbattersi in un romanzo così radicato nei dettagli storici, ma allo stesso tempo così emotivamente coinvolgente, che ti lascia allo stesso tempo illuminato e distrutto. Katherine Mezzacappa, un’autrice di origine irlandese che ora vive sotto il sole della Toscana, non è nuova a questo delicato equilibrio. Con il suo ultimo romanzo, The Maiden of Florence, pubblicato nell’aprile del 2024 da Fairlight Books, dà voce a una donna la cui storia è rimasta a lungo una nota a piè di pagina.

Ho incontrato Katherine per la prima volta durante un ritiro di scrittura in Italia, dove ha generosamente condiviso le sue intuizioni con un gruppo di aspiranti autori. Ha indetto una gara di racconti, ha discusso la motivazione dei personaggi e ha offerto la sua gentile saggezza, frutto di anni di scrittura, editing e ricerca storica. È stato chiaro fin dall’inizio: si trattava di una scrittrice profondamente impegnata non solo a raccontare storie, ma anche a illuminare vite trascurate. Katherine, che è anche valutatrice di manoscritti per The Literary Consultancy e recensisce per la Historical Novel Society, porta nella sua narrativa la precisione di uno storico, ma con un cuore generoso e una moderna ottica femminista.

Da una sala d’attesa ad una resa dei conti storica

L’origine de La fanciulla di Firenze è tanto inaspettata quanto rivelatrice. Durante un appuntamento con lo psicologo educativo di suo figlio, Katherine si trovò senza un libro. “Non volevo stare seduta a giocherellare con il mio telefono per un’ora”, ha ricordato. “C’erano alcune riviste di gossip e una rivista medica, stranamente sulla disfunzione erettile”. Sul retro c’era una breve rubrica storica su un singolare e inquietante processo di annullamento del 1584 che coinvolgeva il duca Vincenzo Gonzaga e la sua sposa adolescente, che era stata allontanata per mancata consumazione.

Il presunto problema? Come spiega l’articolo, non era il duca ma la ragazza. Fu dichiarato che la ragazza aveva un “imene ostinato” e fu mandata in un convento. Ma quando il duca cercò di risposarsi, furono sollevati dubbi sulla sua virilità. La corte fiorentina organizzò un grottesco “test” utilizzando una ragazza orfana, Giulia Albizzi. “Era praticamente pubblico”, racconta Katherine. “A un certo punto, Vincenzo pare abbia detto che ‘la volpe era nella sua tana'”.

“I miei pensieri iniziali erano di rabbia”, ha detto. “Ci sono state parti del romanzo che ho scritto in una nebbia rossa di rabbia”. Le fonti storiche trattano l’evento come un aneddoto comico, degno del Decamerone.

Dare voce a Giulia

Quello che seguì fu un lavoro di dolore e di giustizia creativa. La prima metà de La fanciulla di Firenze si basa su documenti storici, tra cui lettere diplomatiche e documenti legali. La seconda metà è l’immaginazione di Katherine della vita di Giulia dopo il “test”: il suo matrimonio, i suoi figli, il suo lento viaggio verso la pace.

“Volevo darle un lieto fine”, dice Katherine. “Nessuno può rimediare a ciò che le è successo, ma potevo almeno darle gioia, dignità e amore”.

Questo amore si presenta sotto forma di Giuliano, un umile musicista di Roma, scelto come marito di Giulia in una sorta di ricompensa transazionale. Ma Katherine trasforma quella che avrebbe potuto essere una nota a piè di pagina in qualcosa di tenero e profondo. “Era l’unica persona in grado di parlare con il mondo al di fuori della casa di Giulia. Come donna nel XVI secolo, era confinata, messa a tacere. Lui ci ha dato un’altra visione”.

La storia incontra l’immaginazione

Il livello di ricerca che Katherine ha intrapreso è sbalorditivo. Dagli orfanotrofi di Firenze ancora esistenti al commercio di merletti, alle corporazioni della seta e all’istruzione musicale nei conventi veneziani, Katherine ha viaggiato attraverso l’Italia (e i secoli) per raccogliere i suoi dettagli. All’Ospedale degli Innocenti di Firenze ha visto il luogo stesso in cui venivano accolti i trovatelli. “Hanno questo piccolo gettone”, ha raccontato, “un piccolo pezzo che identifica un bambino e lo abbina alla madre. È di una semplicità straziante”.

Ma non lascia mai che lo sfondo storico prevalga sulla verità emotiva. “Non si tratta di mettere in mostra ciò che si conosce”, dice. “Si tratta di usarle per capire chi è veramente il tuo personaggio”.

La bellezza di Giulia, che l’ha condannata a essere scelta, diventa uno dei fili conduttori più toccanti del romanzo. “La sua bellezza era la sua unica moneta”, osserva Katherine. “Se non fosse stata bella, sarebbe rimasta in quell’orfanotrofio”.

Due voci, una verità

Il romanzo alterna i punti di vista di Giulia e Giuliano. Sebbene inizialmente il progetto fosse quello di scrivere il libro solo dalla voce di Giulia, il suo editore suggerì di reintrodurre il punto di vista di Giuliano. Katherine ha accettato. “Per me era reale quanto lei. Aveva bisogno di parlare”.

Questa decisione aggiunge profondità, soprattutto al centro emotivo della storia. Una battuta particolarmente risonante arriva quando Giuliano inizia a capire l’amore e la collaborazione: “I mariti devono amare le loro mogli come amano i loro corpi”. Questa frase segna un potente cambiamento nell’esperienza dell’intimità di Giulia: dalla violazione alla fiducia.

Una storia quasi persa

La Fanciulla di Firenze ha rischiato di non raggiungere i lettori. Originariamente previsto per la pubblicazione nel 2022, il libro è stato abbandonato quando l’editore è fallito inaspettatamente. “È stato orribile”, ammette Katherine. “Ti ritrovi a guardare i registri dei fallimenti, cercando di capire a chi appartiene il tuo manoscritto”.

La scrittrice ringrazia l’Irish Writers Union e la Society of Authors per averla aiutata a reclamare i suoi diritti. Quando Fairlight Books ha accettato il libro, ne è stata entusiasta. “Hanno fatto il loro editing, hanno rispettato la storia e hanno creduto in essa”.

Una scrittrice di ampio respiro e risolutezza

La carriera di Katherine ha attraversato generi e pseudonimi. Ha scritto per Mills & Boon con il nome di Katie Hutton e la sua prossima pubblicazione negli Stati Uniti, The Ballad of Mary Carney, aggiunge un’altra dimensione alla sua impressionante gamma. Tuttavia, The Maiden of Florence rimane il romanzo più vicino al suo cuore. “Mi sembra il mio primo vero libro”, dice, “anche se sono orgogliosa degli altri. Questo è molto più importante”.

Al termine della nostra conversazione, Katherine ha pensato a un adattamento da sogno. “Quando scrivo tendo a vedere le mie storie come un film. Mi piacerebbe vedere questa storia in televisione. Candele, luci soffuse, che evocano il Rinascimento in modo appropriato”.

Si può solo sperare.

Per i lettori che desiderano una narrativa ricca di trama, fondata sulla verità e dal cuore fieramente femminista, La fanciulla di Firenze offre una fuga profonda e indimenticabile.

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Wendy Ridolini

Nel 2018, Wendy ha intrapreso l'entusiasmante compito di editing e correzione di bozze di "Olives and Earthquakes", un racconto di avventure in Italia scritto dal suo compagno dislessico.

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