Le antiche pietre da passaggio di Pompei e la storia che si cela dietro di esse

Pompeii's Ancient Stepping Stones

Le antiche pietre da passaggio di Pompei e la storia che si cela dietro di esse

Questo articolo è stato adattato da spunti originali pubblicati da Visit Naples e Amalfi Coast Travel Tips.

A Pompei c’è un tratto di strada che fa fermare la maggior parte dei visitatori un secondo in più di quanto suggerisca la guida. Tre grossi blocchi di pietra occupano tutta la larghezza della strada, distanziati quanto basta per far passare una ruota di carro da entrambi i lati. Nessuno li ha messi lì per bellezza. Sono, per quanto si possa capire, tra i primi attraversamenti pedonali ancora esistenti al mondo, e il motivo per cui sono lì la dice lunga su come funzionasse davvero la città.

Perché le strade ne avevano bisogno

Pompei non ha mai costruito una rete fognaria sotterranea. A svolgere quel ruolo ci pensavano le strade stesse. L’acqua piovana, quella domestica, il normale deflusso di una città in attività: tutto scorreva lungo il centro della strada anziché sotto di essa, e di notte alcune strade venivano deliberatamente lavate per ripulirle. Per un po’, la strada diventava quasi un ruscello poco profondo. Per attraversarla bisognava usare le pietre. Non c’era davvero altra scelta.

Vale la pena immaginare una strada romana in modo un po’ diverso da come la immagineremmo oggi. Non era solo un percorso da un posto all’altro, ma svolgeva la funzione che oggi ha una fognatura, e le pietre permettevano alla vita quotidiana di andare avanti nonostante tutto. Qualcuno che usciva a comprare il pane. Qualcuno che andava alle terme. Nessuno di loro doveva guadare qualunque cosa la strada trasportasse proprio quella mattina.

Cosa rivelano i solchi

Se osservi attentamente la pavimentazione, noterai dei solchi profondi scavati nella pietra, lasciati dalle ruote dei carri di generazione in generazione. I carri romani non avevano un asse anteriore articolato, né alcun dispositivo che consentisse curve strette, quindi erano più o meno i solchi a guidare il carro, mantenendo ogni ruota su una traiettoria fissa, proprio come una rotaia guida un treno.

Ecco il dettaglio che trovo davvero sorprendente. La distanza tra una serie di pietre di passaggio e quella successiva era sempre la stessa in tutto il mondo romano. Un carro costruito e caricato a Ostia avrebbe attraversato il ponte di Pompei senza bisogno di alcuna regolazione. Chi arrivava da una città completamente diversa poteva fidarsi della larghezza di quella distanza ancora prima di averla vista con i propri occhi. E dato che ogni conducente doveva rallentare parecchio per allineare le ruote, il punto di attraversamento stesso diventava uno dei luoghi più sicuri della strada per chiunque andasse a piedi, quasi come un effetto collaterale piuttosto che per scelta progettuale.

Trovare la strada di casa dopo il tramonto

Qualcuno aveva pensato anche alla notte. Piccoli pezzi di pietra chiara, qua e là del marmo, sono incastonati nella pavimentazione vulcanica più scura lungo alcuni percorsi. Se li vedessi al chiaro di luna, rifletterebbero la luce disponibile, abbastanza da tracciare una linea approssimativa per chiunque torni a casa a tarda ora. La maggior parte delle persone non se ne accorge affatto. A me è quasi successo, durante la mia prima visita, finché una guida non ha indicato il terreno e mi ha chiesto di che colore pensassi fosse quella pietra in particolare.

Ercolano racconta una storia diversa

A poche miglia più a nord lungo la costa si trova Ercolano, sepolta dalla stessa eruzione, nello stesso anno, dallo stesso vulcano. Passeggiando per le sue strade non troverai nemmeno lontanamente lo stesso numero di pietre da calpestare. Se ti chiedi perché, la risposta non ha nulla a che vedere con l’ingegnosità o la progettazione. Ercolano, semplicemente, aveva più soldi. Aveva già finanziato un sistema fognario sotterraneo quando il Vesuvio eruttò, quindi le sue strade non hanno mai trasportato acque reflue al centro e nessuno aveva bisogno di un blocco di pietra su cui saltare.

Così ti ritrovi con due città, a pochi passi l’una dall’altra, che hanno risolto lo stesso problema quotidiano in modi completamente diversi, soprattutto perché una delle due poteva permettersi una soluzione che l’altra non poteva. Le pietre a Pompei sono ancora lì, levigate dal tempo, e segnano esattamente il punto in cui la gente si fermava, guardava da entrambe le parti e attraversava la strada.

Nicolella Salvatore

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