L’Emilia-Romagna nella narrativa: un tour letterario a Bologna e dintorni

La letteratura dell’Emilia-Romagna


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Ogni regione d’Italia ha la sua dispensa, e quella dell’Emilia-Romagna è tra le più ricche. La tappa di questa settimana del mio viaggio attraverso le venti regioni d’Italia, un libro, un piatto e un viale porticato alla volta, mi porta a nord, in quella striscia di terra tra gli Appennini e il Po.

L’Emilia-Romagna si estende dalle montagne alla pianura fluviale, e il suo capoluogo, Bologna, sfoggia con orgoglio la sua storia. Un’università dell’XI secolo continua a scandire il ritmo della città, i suoi portici ospitano da secoli il viavai dei passanti, e i mosaici bizantini di Ravenna risplendono lungo la costa adriatica, a breve distanza in auto verso est.

Perché gli scrittori tornano in Emilia-Romagna

Questa combinazione di cultura, fede e curiosità si è rivelata un terreno fertile per i narratori.

È proprio il territorio a fare gran parte del lavoro. La nebbia si adagia bassa sulla Bassa, quel tratto pianeggiante della Pianura Padana, mentre le colline ai piedi dell’Appennino si ergono proprio alle sue spalle, ed entrambe hanno portato il peso del disagio e della resa dei conti nella narrativa ben prima che Niccolò Ammaniti ambientasse *Non ho paura* proprio lì. Anche la storia aggiunge la sua pressione. Il fascismo e la guerra hanno attraversato le fabbriche e i campi dell’Emilia-Romagna in modi che si avvertono ancora decenni dopo, e Giorgio Bassani ha guardato a Ferrara per raccontare cosa ciò significasse per la sua comunità ebraica, mai in modo più preciso che in *Il giardino dei Finzi-Contini*. E poi c’è la voglia di vivere di questa regione, che gli scrittori mettono a frutto con la stessa facilità con cui attingono al suo paesaggio e alla sua storia. Tom Benjamin, i cui romanzi con protagonista Daniel Leicester si snodano tra le strade medievali di Bologna, contrappone il crimine alla cultura gastronomica della città, in un gioco in cui l’uno esalta l’altra.

Ora che abbiamo fatto il punto della situazione, ecco sei libri che vale la pena portare a casa.

Quasi blu

di Carlo Lucarelli

Gli studenti di Bologna sono braccati da un assassino che la polizia non riesce a trovare. La detective Grazia Negro, appena assegnata al caso e determinata a dimostrare il proprio valore, ha un testimone dalla sua parte: un uomo cieco di nome Simone. Lui passa le giornate ascoltando i dischi di Elvis Costello e le chiacchiere alla radio locale, costruendosi un’immagine di sconosciuti basandosi solo sul suono delle loro voci. Questa abitudine gli ha dato un orecchio così fine da cogliere qualcosa nella voce stessa dell’assassino, qualcosa che fa scattare tutti i suoi istinti.

Lucarelli racconta la storia da entrambi i punti di vista, passando dal mondo tranquillo e riservato di Simone alla mente di un assassino che si reinventa a immagine di ogni nuova vittima, alla ricerca di una via di fuga da qualcosa che non lo lascia andare. Il risultato mantiene la tensione fino all’ultima pagina, e il cattivo, descritto con grande maestria, è avvincente quanto chiunque lo stia inseguendo.

Il ragazzo smarrito di Bologna

di Francesca Scanacapra

Bologna, 1929. Una giovane madre single, convinta che il suo figlio neonato sia morto e che la colpa sia tutta sua, lo abbandona, portando con sé quella convinzione per il resto della sua vita. La gentilezza di uno sconosciuto salva il bambino, e così ha inizio la lunga e movimentata vita di Rinaldo Scamorza.

Dopo anni passati in orfanotrofio, Rinaldo continua a sperare che sua madre torni a prenderlo. Invece, viene affidato a una madre affidataria che tratta i bambini di cui si prende cura come una fonte di guadagno piuttosto che come una famiglia. In mezzo a tutta quella durezza, incontra Evelina, un’altra orfana, e i due stringono un legame che li sostiene a vicenda. Quando Evelina viene venduta per fare la prostituta a tredici anni, il mondo di Rinaldo si restringe fino a concentrarsi su un unico obiettivo: ritrovarla. Una ricerca che più tardi li riunirà per un breve periodo, prima che le circostanze li separino ancora una volta.

Mentre Bologna si ricostruisce dopo la guerra e la sua economia rinasce, Rinaldo attinge a tutto ciò che la città gli ha insegnato per costruirsi un futuro tutto suo. In ogni svolta della storia, le due donne a cui non ha mai smesso di pensare, Evelina e sua madre, restano sempre in primo piano. Scanacapra scrive con grande sensibilità per quel periodo, e i dettagli storici si inseriscono in modo naturale nella storia, senza risultare estranei.

La figlia del chirurgo

di Audrey Blake

Nora Beady è l’unica donna a studiare medicina in una prestigiosa facoltà di Bologna, in un’epoca in cui ci si aspettava che le donne restassero a casa a crescere i figli, invece di diventare chirurghe. La sua ambizione suscita l’ostilità di quasi tutti gli uomini che la circondano, ed è solo quando trova un’alleata in Magdalena Morenco, l’unica dottoressa della facoltà, che il suo lavoro prende davvero una direzione precisa.

Insieme, le due donne perfezionano le tecniche per il taglio cesareo, all’epoca una procedura pericolosa e in gran parte non collaudata. La loro ricerca è meticolosa, e la reazione dei colleghi maschi è spesso ostile: pochi sono disposti a fidarsi dei risultati ottenuti da donne, e molti hanno il potere di negare alle proprie mogli le cure adeguate. La determinazione di Nora viene messa a dura prova quando incontra una paziente che morirà se non verrà operata. Il successo potrebbe rivoluzionare la medicina per le donne di tutto il mondo. Un fallimento costerebbe vite umane, la sua carriera e, oltre a tutto ciò, anni di progressi. Blake bilancia i dettagli d’epoca con una vera e propria forza narrativa, e la determinazione di Nora trascina il libro fin dalla prima pagina.

Il Broker

di John Grisham

Nelle sue ultime ore in carica, un presidente americano in scadenza concede la grazia a Joel Backman, un tempo uno dei lobbisti più potenti di Washington, che sta scontando da sei anni una condanna in un carcere federale. La grazia sembra un atto di clemenza. In realtà, è il risultato di una pressione discreta e costante da parte della CIA.

I vecchi affari di Backman potrebbero avergli permesso di conoscere il sistema di sorveglianza satellitare più sofisticato al mondo, e l’agenzia lo vuole vivo e smascherato, piuttosto che nascosto da qualche parte. Un volo militare lo porta fuori dal paese con un nuovo nome, e Bologna diventa la sua nuova casa: i suoi caffè, i treni e la campagna dell’Emilia-Romagna fanno da sfondo a uno straniero che impara l’italiano da zero. Una volta che si è sistemato, la CIA fa trapelare in sordina la sua posizione agli israeliani, ai russi, ai cinesi e ai sauditi, per poi fare un passo indietro e osservare. La sopravvivenza non è mai stata davvero in discussione. La domanda è: chi lo raggiungerà per primo? Grisham mantiene la trama in movimento a un ritmo serrato, e le strade e le stazioni di Bologna conferiscono all’inseguimento un’atmosfera che rimane impressa; i lettori dicono spesso che il libro li trasporta direttamente in Emilia-Romagna.

Il giardino dei Finzi-Contini

di Giorgio Bassani

I Finzi-Contini sono una famiglia ebrea aristocratica, e le mura della loro tenuta a Ferrara hanno catturato la curiosità del narratore fin dall’infanzia. È attratto soprattutto dai loro due figli, Alberto e Micol, anche se solo nel 1938, quando ha ventidue anni, viene finalmente invitato a entrare nel loro mondo privato, un mondo che, per un po’, sembra immune alle leggi razziali dell’Italia fascista.

Scrivendo tredici anni dopo la guerra, ripercorre il suo complicato legame con la bella Micol e, con esso, il destino che attende la comunità ebraica di Ferrara mentre il decennio volge al termine. La prosa di Bassani è caratterizzata da una vera e propria sobrietà, ed è proprio questa sobrietà a rendere i capitoli finali del romanzo così silenziosamente devastanti. Rimane uno dei romanzi italiani più significativi del XX secolo.

Il piccolo mondo completo di Don Camillo

di Giovanni Guareschi

Questi racconti trasportano i lettori nella Valle del Po, la pianura più ampia e fertile d’Italia, e ti fanno conoscere un gruppo di personaggi creati con vero affetto dal loro autore. Al centro ci sono il parroco del paese, Don Camillo, e il suo rivale, Peppone, il sindaco comunista. A volte, però, a risolvere le loro controversie interviene anche una terza parte, che parla dall’alto del crocifisso sopra l’altare della chiesa.

Guareschi mescola amore, paura, morte e sincero calore in egual misura, e l’umorismo che permea il tutto è delicato piuttosto che grossolano. Questi racconti hanno intrattenuto lettori di tutte le generazioni, sia in versione cartacea che al cinema, alla radio e in televisione, e questa edizione rimane fedele ai manoscritti originali, con diverse storie pubblicate in inglese per la prima volta.

In cucina

L’Emilia-Romagna è il cuore culinario d’Italia, la culla del Parmigiano Reggiano, del prosciutto di Parma e dell’aceto balsamico, nonché la patria di ricche paste all’uovo, salumi di maiale e sughi cotti a fuoco lento, tramandati di generazione in generazione. Bologna ha regalato al mondo le tagliatelle al ragù, spesso conosciute all’estero come spaghetti alla bolognese, e i tortellini in brodo, delicati fagottini di pasta serviti in un brodo caldo.

Ci sono anche altri piatti che vale la pena provare. La piadina romagnola, una focaccia sottile cotta su una piastra calda, viene ripiena di prosciutto di Parma, squacquerone morbido e rucola fresca. Gli gnocco fritto, rombi di pasta fritta gonfi, croccanti fuori e vuoti dentro, arrivano bollenti insieme a salumi come prosciutto, culatello e mortadella. I cappelletti sono ripieni di formaggio raviggiolo, mentre i pisarei e fasò, il piatto simbolo di Piacenza, sono fatti a mano con pane raffermo e farina, e serviti con un sugo a base di fagioli, pesto di strutto, cipolla e pomodoro.

Libri di cucina regionali

Bologna Mia di Loretta Paganini raccoglie novanta ricette di famiglia, ognuna legata a un ricordo delle cucine dell’infanzia dell’autrice. Paganini condivide la ricetta della pasta di sua nonna paterna, che si dice abbia conquistato il cuore di suo nonno grazie a dei tortelloni particolarmente raffinati, insieme alla tecnica di sua nonna materna e ai dolci e alle torte pluripremiati di sua madre. Ogni ricetta è accompagnata dalla sua storia, il che conferisce al libro un calore che va ben oltre il numero di pagine.

“The Splendid Table”, di Lynne Rossetto Kasper, è stato il primo libro americano a rendere giustizia a questa regione. Kasper viaggia da Parma a Bologna, Modena, Ravenna e Ferrara, fino ai piccoli borghi appenninici più lontani, raccogliendo storia e folklore insieme a consigli di cucina davvero utili. Già i nomi dei piatti raccontano una storia: una zuppa primaverile del XVII secolo, delle penne al forno degne di un cardinale, una torta friabile di Modena, pere caramellate calde con prosciutto, un risotto al vino rosso con rosmarino fresco, una torta di polenta e ragù contadino. Kasper fa sì che ognuno di questi piatti sembri alla tua portata.

Questo articolo è stato adattato dalla mia recensione originale pubblicata su Italy Writers.

Wendy Ridolini

Nel 2018, Wendy ha intrapreso l'entusiasmante compito di editing e correzione di bozze di "Olives and Earthquakes", un racconto di avventure in Italia scritto dal suo compagno dislessico.

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