Famiglia moderna Modena Memoir
Wendy recensisce libri ambientati in Italia. Per altri articoli come questo, iscriviti al suo canale Substack Scrittori d’Italia e contattaci tramite Sunflower Publishing. Informativa sulla privacy
Ricco di umorismo irriverente e di un calore contagioso, My Modena è un libro di memorie che ripercorre l’anno di montagne russe di una donna in una delle città più storiche d’Italia. Con una voce audace come un doppio espresso e storie colorate come un mercato modenese, Andrea Gelfuso offre un punto di vista fresco ed esilarante sulle prove e i trionfi del trapianto di una famiglia dall’America suburbana al caos dell’Emilia-Romagna.
La storia si apre con il botto, senza introspezioni da lacrime. “La mia avventura italiana è iniziata con risate e bestemmie”, dichiara Andrea nella prima riga, dando il via a un libro di memorie impavido e divertente. Fin dall’inizio, i lettori vengono trascinati in un vortice di appuntamenti mancati, burocrazia misteriosa e buchi della serratura troppo ingegnosi.
Modena, famosa per l’aceto balsamico e le leggende dell’opera lirica, diventa rapidamente il palcoscenico di una trasformazione profondamente personale, anche se costellata da interruzioni, errori linguistici e occasionali vicini seminudi. La casa dell’autore, arroccata a sette piani con una vista e un impianto idraulico poco funzionante, è la metafora perfetta del paradosso italiano: folle ma magnifico.
Fin dalle prime pagine, Gelfuso ci trascina nel suo mondo con un istinto comico affilato come un rasoio. Che si tratti di lottare con le complessità del Permesso di Soggiorno o di decifrare gli arcani rituali dell’ufficio postale locale (aperto, forse, quattordici minuti a settimana), la Gelfuso sfrutta ogni momento per la sua assurda genialità. Una visita alla Questura, l’ibrido kafkiano dell’ufficio immigrazione e del teatro pantomimico italiano, diventa oro puro nelle sue abili mani.
I personaggi che incontra sembrano usciti da un’opera teatrale, ognuno con le sue stranezze e contraddizioni. Giovanna, la padrona di casa sempre attenta, e Raimondo, suo marito e salvatore dei circuiti, compaiono insieme a un cast di abitanti indimenticabili: Luca, l’affascinante venditore di stivali, Rosanna, la potatrice di rose con i lustrini, e Fabio – sì, quel Fabio – noto non tanto per la sua conversazione quanto per la sua passione per i balconi e la biancheria intima. Ogni figura è disegnata con amore e non viene mai ridotta a stereotipo, conferendo al libro un cuore umano e generoso.
Tra le migliori qualità del libro c’è la capacità di trasformare il banale in meraviglioso. Uno degli episodi più interessanti riguarda un portachiavi medievale degno de Il Codice Da Vinci, che l’autrice deve usare per aprire una porta che richiede la rotazione simultanea di due chiavi – “400 volte ciascuna” – solo per entrare nel suo appartamento. Queste vignette brillano per l’arguzia dell’osservazione e collocano Gelfuso nella tradizione dei comici letterari come Victoria Wood o Nora Ephron.
Perché consiglio questo libro
Ciò che contraddistingue My Modena non è solo l’umorismo – anche se ce n’è in abbondanza – ma la corrente di riflessione che scorre silenziosa sotto la superficie. Nel corso dell’anno, l’inizio caotico di Andrea lascia il posto a qualcosa di più profondo. Inizia a padroneggiare il mercato, a navigare tra i percorsi degli autobus e a creare legami che vanno oltre la superficialità. Abbracciando il fascino folle di Modena, inizia a scoprire chi è veramente.
La prosa danza tra l’irriverenza e l’approfondimento. Un attimo prima ridi di una disavventura che coinvolge un bollitore elettrico e una storica scatola di fusibili; un attimo dopo sei colpito da una frase che rivela quanto il cambiamento si sia radicato profondamente. “Modena mi ha cambiato”, riflette l’autrice, “o forse mi ha solo mostrato chi sono”. È in questi momenti più tranquilli che il libro di memorie rivela il suo peso emotivo.
Come il pellegrino dantesco che vaga nel caos verso la chiarezza, il viaggio di Andrea attraverso la burocrazia italiana, le incomprensioni culturali e l’inquietudine interiore la porta alla fine in un luogo significativo. E, come Dante, riesce a rendere il viaggio estremamente divertente.
Per i lettori che cercano una guida semplice ai siti turistici di Modena, questo potrebbe non essere il libro adatto. Ma per coloro che sono attratti dalle meravigliose contraddizioni dell’Italia, dalle storie ricche di carattere, di comicità e di crescita emotiva, La mia Modena è un’opera che offre molto.
Diane Hales, autrice del bestseller La Bella Lingua, lo descrive come “un delizioso tiramisù letterario”. Ed è proprio così: stratificato, ricco, pieno di consistenze inaspettate e assolutamente delizioso.
Che tu venga per lo shock culturale o che tu rimanga per il caos solare, questo libro di memorie ti lascerà affascinato, sollevato e forse anche un po’ più coraggioso nell’affrontare la tua versione della Questura.
Come dicono gli italiani, piano piano si va lontano,piano piano si va lontano. Andrea Gelfuso prende questo detto e lo trasforma in un’avventura che fa ridere e scalda il cuore.
Questo articolo è stato adattato dalla mia recensione originale pubblicata su Italy Writers.
Vedi la recensione di un altro libro qui.
