Storie radicate nella resistenza e nel luogo
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C’è qualcosa di silenziosamente potente nel modo in cui Siobhan Daiko scrive. I suoi romanzi non si limitano a ricreare la storia, ma ce la restituiscono con tutte le sue caratteristiche intatte. L’odore dei muri di pietra umidi nella Venezia del tempo della guerra, il fruscio delle sottovesti di seta sulle scale nascoste, il tremolio della paura e della sfida negli occhi di una persona. I suoi personaggi sono disegnati con empatia, plasmati dal silenzio e spesso ispirati da donne il cui coraggio non è stato celebrato.
Parlare con Siobhan è come entrare in uno dei suoi romanzi. C’è un senso di calma, sì, ma anche qualcosa di silenziosamente urgente nel modo in cui parla del passato e della responsabilità di ricordarlo correttamente.
Trovare casa e voce in Italia
Siobhan non è sempre stata una scrittrice. Nata in Galles e formatasi come insegnante, si è trasferita in Italia all’età di trent’anni con una valigia piena di libri e un cuore pronto per qualcosa di diverso. Non passò molto tempo prima che l’Italia diventasse più di una casa. È diventata una vocazione.
Ora vive nelle lussureggianti colline alle porte di Venezia, in una casa colonica restaurata con amore insieme al marito e ai due gatti, circondata dagli stessi paesaggi che alimentano la sua scrittura. “È impossibile non essere ispirati qui”, mi dice. “Il passato non sembra mai lontano”.
È in Italia che ha iniziato a scrivere con lo pseudonimo di Siobhan Daiko, unendo le sue radici gallesi a un legame sempre più profondo con la storia italiana, in particolare con le storie non raccontate della Seconda Guerra Mondiale.
La ragazza di Venezia
Il suo ultimo romanzo, La ragazza di Venezia, è un ritratto ampio ma intimo della resistenza in tempo di guerra, vista attraverso gli occhi di una giovane donna il cui coraggio risiede nel quotidiano. Ambientato sullo sfondo di una città incantevole e allo stesso tempo occupata, il romanzo dà voce a coloro che spesso vengono lasciati ai margini della storia.
“Ero attratta dall’idea di una resistenza silenziosa”, racconta Siobhan. “Di donne che facevano quello che potevano: nascondere note in pagnotte di pane, passare informazioni, dare rifugio a chi era in pericolo. Non si trattava di gloria. Si trattava di umanità”.
La sua ricerca è meticolosa ed emotiva. Legge diari, spulcia archivi e ascolta le storie orali locali, molte delle quali condivise da anziani italiani davanti a un caffè forte e a lunghe passeggiate. “Queste storie sono fragili”, dice. “Se non le scriviamo, andranno perse”.
Scrivere con il cuore, non con la formula
Il processo di scrittura di Siobhan è tutt’altro che formulaico. Non pianifica tutto fin dall’inizio, anzi, spesso sono i suoi personaggi a fare da guida. “Arrivano”, dice con una risata sommessa. “E una volta che so chi sono, mi mostrano come deve essere la storia”.
Si tratta di un approccio profondamente intuitivo, radicato nel sentimento e nella connessione. Ed è proprio questo che i lettori apprezzano. La sua casella di posta elettronica è piena di messaggi di persone che si rispecchiano nelle sue storie, in particolare di donne commosse dall’onestà emotiva del suo lavoro.
“C’è un messaggio che non dimenticherò mai”, racconta. “Una lettrice mi ha ringraziato per averle ricordato che anche le vite delle donne comuni sono importanti. Questo mi ha fatto venire i brividi. Perché è proprio per questo che scrivo”.
Tra finzione e memoria
Sebbene i suoi libri siano immersi nel passato, la scrittura di Siobhan è attuale e urgente. I suoi romanzi spingono a riflettere sulla resistenza, l’identità e l’appartenenza, il tutto attraverso la lente di una narrazione profondamente personale e incentrata sui personaggi.
Per lei, la narrativa non è solo un atto di creatività: è un atto di cura. “Non possiamo cambiare il passato”, dice, “ma possiamo scegliere come ricordarlo. E possiamo scegliere di ricordarlo con compassione”.
L’Italia, con tutte le sue contraddizioni, rimane la sua musa. Dai canali nebbiosi di Venezia agli uliveti assolati del Veneto, ogni angolo ha una storia. “Non devo mai cercare lontano per trovare l’ispirazione”, dice. “È tutto intorno a me, se faccio attenzione”.
Una vita fatta di storie
Al giorno d’oggi, Siobhan divide il suo tempo tra la scrittura, la cura del giardino e le passeggiate nei sentieri tortuosi vicino a casa sua, spesso con i suoi gatti che sfrecciano davanti o dietro. La sua vita ha un ritmo tranquillo che si riflette nei suoi libri: delicato, attento, senza fretta.
Eppure, anche in quella quiete, c’è un senso di scopo. “Credo che tutti noi siamo alla ricerca di un legame”, afferma l’autrice. “E le storie, vere o immaginarie, sono il modo in cui le troviamo”.
Informazioni sull’autore
Siobhan Daiko è un’autrice britannica di narrativa storica che vive tra le colline del nord Italia. Attraverso i suoi romanzi ricchi di emozioni, dà vita alle storie mai raccontate delle donne nell’Europa del tempo di guerra, con particolare attenzione alla Resistenza italiana. Quando non scrive, le piace leggere, cucinare e fare lunghe passeggiate in campagna con suo marito e i loro due gatti. Siobhan è disponibile per eventi letterari, interviste e discussioni con i club del libro.
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