Recensione di un libro: Una ragazza tornata

A Girl Returned book cover

Una ragazza tornata di Donatella Di Pietrantonio

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Sommario:

Ambientata nello splendido paesaggio dell’Abruzzo, nell’Italia centrale, questa è una storia avvincente di madri e figlie, di responsabilità, di fratelli e di assistenza.

Senza preavviso né spiegazioni, una tredicenne senza nome viene allontanata dalla famiglia che ha sempre considerato sua per andare a vivere con la sua famiglia di origine: un vasto e caotico assortimento di individui che non ha mai conosciuto e che sembrano tutt’altro che accoglienti. Inizia così una nuova vita, fatta di lotte, tensioni e conflitti, soprattutto tra la ragazza e sua madre. Ma nel rapporto con Adriana e Vincenzo, due fratelli appena acquisiti, troverà la forza di ricominciare e di costruire un nuovo e duraturo senso di sé.

La mia recensione:

Questo è un ritratto complesso dell’Italia che non si vede nelle guide turistiche. È una storia potente e scava in profondità nel significato della maternità, del nutrimento e dei valori della famiglia. L’inizio tragico del libro mi ha messo a disagio, ma ho dovuto arrivare alla fine. Non sappiamo perché la ragazza sia stata abbandonata dai suoi genitori adottivi e scaricata di nuovo dai suoi genitori naturali. Nemmeno lei lo sa, quindi il senso di abbandono e alienazione che prova è percepito anche dal lettore. Il libro si svolge negli anni 1975-76 quando la narratrice ha 13-14 anni, una ragazzina alle soglie dell’adolescenza. Non a caso, rimane senza nome per tutta la storia. I suoi primi anni sono stati felici e privilegiati. Dalle lezioni private di danza classica all’appartenenza a un club sulla spiaggia. La nuova vita della narratrice è all’insegna della povertà, in una famiglia trascurata e violenta di una piccola città. Deve condividere la camera da letto con i suoi nuovi fratelli e sorelle, compresi i ragazzi. Il maggiore, Vincenzo, si interessa più che passivamente al suo corpo in via di sviluppo. L’unica sorella, Adriana, bagna ogni notte il letto che condivide con il narratore.

La nuova madre è fredda e distante e si aspetta che lei si occupi delle faccende domestiche che le sono completamente estranee. Le chiede di spennare un pollo appena ucciso. La ragazza non è in grado di farlo. Riesce a malapena a far bollire l’acqua ed è una sfida anche solo parlare con questa donna in cucina.

La mia raccomandazione:

Questa storia potrebbe facilmente risultare deprimente, ma non lo è. La narratrice è un personaggio forte, eccelle a scuola e di tanto in tanto il lettore ha un “flash forward” nel futuro che ci fa intravedere il lieto fine. Non solo è scritto in modo eccezionale, ma l’autore utilizza abilmente molte tecniche per mettere alla prova la percezione del lettore di una vita familiare accettabile e “normale”. Ci sono contrasti tra i personaggi, differenze di educazione, riflessioni sulla cultura, sulla natura e sull’educazione. L’autrice mette in discussione la natura della maternità e il significato di essere madre e figlia. La narratrice ha due madri eppure si sente un’orfana. La vera maternità e un sano legame madre-figlia riguardano la relazione tra questi individui. Non solo la narratrice sperimenta l’abbandono e il maltrattamento da parte di entrambe le madri, ma l’assenza di padri efficaci o d’impatto nel libro pone ancora di più l’accento sull’importanza del rapporto madre/figlia. Una lettura fantastica e sicuramente adatta a un club del libro!

Biografia dell’autore:

Nata ad Arsita, Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Dall’età di nove anni scrive racconti, favole, poesie e romanzi. I suoi racconti sono stati pubblicati da Granta Italia e il suo romanzo, Bella mia, è stato candidato al Premio Strega e ha vinto il Premio Brancati.

Scheda del libro:

Pubblicato da Europa Editions (10 settembre 2020)

Disponibile in brossura su Amazon.

Wendy Ridolini

Nel 2018, Wendy ha intrapreso l'entusiasmante compito di editing e correzione di bozze di "Olives and Earthquakes", un racconto di avventure in Italia scritto dal suo compagno dislessico.

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